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Stufe a Legna: tradizione e passione

Sig. Luigi
Le stufe a legna sono sempre state presenti nella mia vita. Quand’ero ragazzino mi piaceva andare dai nonni perché in cucina avevano una stufa a legna in ghisa, di forma cilindrica. Non era molto grande, ma scaldava che era un piacere. C’erano altre due stufe a legna nella casa dei nonni. Una nella sala, rivestita in ceramica, molto imponente, dominava tutto l’ambiente. E c’era ancora una piccola stufa a legna in ghisa nel loro magazzino. Non veniva mai accesa, se non quando occorreva eliminare scatole e scatoloni che non servivano più. Una sorta di inceneritore casalingo.
Anche a casa mia c’era una stufa a legna in ghisa, di quelle che sopra ci si poteva scaldare la cena. Oggi, da adulto, non solo sono ancora appassionato di stufe a legna, ma non posso più farne a meno. Il solo piacere che provo nel gestire la legna, ovvero nel tagliarla, impilarla e scegliere i pezzi più adatti per accendere la stufa o per mantenere un certo regime di fuoco, è qualcosa a cui non posso rinunciare.
Le stufe a legna che ardono rappresentano qualcosa che è strettamente legato alla mia storia personale, alla tradizione della mia famiglia e al mio presente. Insomma, senza stufe a legna gli inverni non sarebbero più gli stessi.

Legna da ardere

Affinché la legna bruci bene e garantisca un buon funzionamento della stufa, deve possedere alcune caratteristiche. Quella fondamentale è la sua stagionatura. Per fungere da buon combustibile, la legna da ardere deve avere non più del 20% di umidità contenuta in essa. Se il tasso di umidità è superiore (nel caso della cosiddetta legna verde, ad esempio) la stufa a legna faticherà ad accendersi, i ciocchi non bruceranno correttamente e aumenteranno persino i rischi di incendio all’interno della canna fumaria.  Per garantire un giusto grado di essiccazione, la legna dovrebbe essere tagliata nel periodo invernale e conservata in luogo asciutto o comunque protetto dalle intemperie (possibilmente già tagliata nella dimensione che si adatta al vano che la dovrà contenere).
Una stufa a legna che brucia legname stagionato correttamente avrà un’ottima resa e inquinerà meno.
La legna si può distinguere in due tipi: legna dolce e legna dura. La differenza dipende dal peso. Quella dolce pesa di meno (circa 300 - 350 kg/m³) e ne fanno parte le seguenti varietà: castagno, abete, pioppo pino, ontano e salice. Fanno parte della legna forte (circa 350 - 400 kg/m³) questi altri tipi di piante: faggio, quercia, leccio, olmo e frassino.
La legna dolce prende fuoco senza problemi, produce fiamme lunghe, ma si consuma velocemente. La legna forte è più lenta nella combustione, produce fiamme corte ed è perfetta per il riscaldamento domestico.
Legna da ardere di qualità è quella ricavata dai seguenti tipi di albero: faggio, quercia, acero, frassino e gli alberi da frutto in genere (tranne il ciliegio). Di qualità inferiore sono la betulla, il castagno, l’ontano, il pioppo e il salice.
Di scarsa qualità è invece la legna da ardere ricavata da alberi resinosi.